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Uno sport per tutti: il ciclismo

La conversazione sociale e culturale sul ciclismo è più urgente che mai: aumentano le piste ciclabili, nascono servizi di bike sharing capillari ed economici e sono sempre di più le persone che inforcano una due ruote come alternativa ai mezzi di trasporto a motore. Ma non è solo moda, attenzione.

In qualche modo, la collettività si sta riappropriando di una verità che è stata evidente alle generazioni precedenti alla propria, specie quella di prima del secondo conflitto mondiale: il ciclismo fa bene.

I sì del ciclismo

  • Il ciclismo è economico: non c'è bisogno di spendere migliaia di euro per una fuoriserie del settore. Le bici possono essere comprate usate, oppure non comprate affatto per appoggiarsi, piuttosto, a servizi di noleggio o di bike sharing come oBike o Lime. Anche le riparazioni possono essere fatte in proprio o senza esborsi folli.
  • Il ciclismo è per tutti: è uno sport a basso impatto, nel senso che non danneggia articolazioni già infiammate o rovinate, e quindi è adatto a persone in sovrappeso, di età diverse, con condizioni di salute diverse.
  • Il ciclismo sostiene: come tutte le attività aerobiche, migliora l'umore oltre che i muscoli, ed è particolarmente consigliato a chi ha problemi di sedentarietà e di depressione.

Le misure di sicurezza

Il ciclismo avrà un impatto positivo sulla propria vita a patto di osservare alcune cautele prima di inforcare la bici:

  • Usare il casco: specialmente se si pedala in città, è ormai inderogabile. Sarà poco trendy, ma può salvare la vita.
  • Avere con sé luci di posizione e gilet catarifrangenti: sia che l'uscita serale sia programmata che causata da ritardi e imprevisti, rendersi visibili è obbligatorio è saggio (e obbligatorio)!
  • Segnalare sempre: la bici è libertà, ma segnalare la svolta e rispettare le regole del codice della strada non si applica solo ad auto e moto.